I 10 Database di Blacklist e il Blocco degli Utenti
L’infezione da codice malevolo porta quasi sempre con sé una conseguenza gravissima: l’inserimento automatico o manuale del dominio all’interno delle “blacklist” internazionali. Questi database, gestiti da motori di ricerca, provider di sicurezza e vendor di antivirus, hanno il compito di proteggere gli utenti segnalando i portali pericolosi. Tra i più importanti e severi sistemi di monitoraggio globale con cui l’agenzia si confronta quotidianamente troviamo:
- Google Safe Browsing: Il sistema più impattante in assoluto, che blocca la navigazione su Chrome, Firefox e Safari mostrando una schermata rossa di avviso.
- Spamhaus (DBL): Il celebre database specializzato nella reputazione dei domini legati a spam e cybercrimine.
- Norton Safe Web: Il registro di sicurezza sviluppato da Gen Digital per proteggere milioni di dispositivi desktop e mobile.
- McAfee WebAdvisor: Il sistema di classificazione che contrassegna i siti a rischio direttamente sui browser degli utenti.
- Sucuri Blacklist: Un autorevole database proprietario che aggrega anche i dati di scansione di terze parti.
- PhishTank: Una comunità globale e collaborativa mirata a tracciare in tempo reale gli URL utilizzati per il phishing.
- SURBL: Un archivio specializzato nell’identificazione di siti web compromessi inseriti all’interno di messaggi abusivi.
- URIBL: Un elenco in tempo reale focalizzato sui domini associati ad attività dannose o fraudolente.
- Barracuda Central: Un database aziendale ampiamente utilizzato dai firewall per bloccare IP e domini infetti.
- Yandex Safe Browsing: Il principale sistema di rilevamento delle minacce per i mercati dell’Europa dell’Est.
Finire in uno di questi elenchi significa che i visitatori non vedranno il tuo sito, con una perdita di traffico immediato che supera spesso il 95% del traffico abituale.